Mai come oggi ci dobbiamo prendere cura dell’ambiente, della nostra grande casa, e per farlo cerchiamo di ridurre i consumi inutili. Nell’ambito dei trasporti, per esempio, si tende sempre di più a preferire servizi pubblici rispetto a soluzioni più “veloci”. Ma spesso non si tiene conto che, oltre a quelle che sembrano fonti d’inquinamento primarie, come i gas delle automobili, ci sono meccanismi di produzione che recano all’ecosistema danni ben più gravi di una marmitta.

I dati dell’ “EPA Agency” ci informano infatti che l’Industria Tessile e quella legata all’abbigliamento sono i secondi maggiori inquinatori dopo l’ Industria Petrolifera.

Causa di ciò sono certamente gli inferiori costi di produzione che un processo così nocivo consente di adottare.

Quanto, però, siamo disposti a sacrificare in termini di qualità o velocità di produzione, quando si tratta di dati così allarmanti?

Come se non bastasse, oltre al problema ambientale, questi colossi produttivi sono accusati di quella che può essere definita “schiavitù moderna”. Insediando spesso stabilimenti produttivi in paesi esteri, queste industrie creano opportunità di lavoro nocive, si parla di retribuzioni talmente basse che sfiorano lo sfruttamento della forza lavoro.

Tutto questo, ovviamente, viene messo in secondo piano da quello che è il meccanismo del “fast fashion”, ovvero una sorta di incoraggiamento, spesso inconscio, ad abbracciare quella che è la cultura “usa e getta”. Ci viene fatto credere, infatti, che per rimanere al passo con la moda dobbiamo fare più acquisti ed in maniera più frequente.

Fortunatamente l’informazione su queste tematiche è presente ed i consumatori, sempre più consapevoli di quello che è l’impatto ambientale del “fast fashion”, cercano una soluzione più sostenibile per i loro acquisti.

Il campo dell’abbigliamento vintage, offrendo prodotti di seconda mano di buona qualità, risparmia meccanismi di produzione troppo complessi e potrebbe quindi essere la risposta che si sta cercando!

 

*https://www.epa.gov/facts-and-figures-about-materials-waste-and-recycling/textiles-material-specific-data

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